ART BOOK - Oltre il senso - INTERCOSMO - Italian Creativity OLTRE IL SESTO SENSO a cura di Maurizio Sciaccaluga Colori, forme, linee... In una parola emozioni. Quelle che appartengono alla sensibilità degli artisti e degli acconciatori che ogni giorno lavorano con creatività i capelli. È pensando a queste ispirazioni che è nato lArt Book, un progetto inedito ed innovativo destinato ad esplorare percorsi espressivi comuni. Intercosmo ci ha creduto e lo ha realizzato con entusiasmo. Una scommessa raccolta con successo da tutti. Una scommessa già vinta. Un anno fa, unidea: avvicinare due mondi, trovare i punti di affinità e di confronto tra il mondo dellarte contemporanea e i parrucchieri. Unidea che non poteva che essere concepita da Intercosmo, azienda che rispetta profondamente il lavoro creativo della propria clientela, e che ha nella sua mission lindicazione di essere fonte dispirazione continua per chi ha scelto di utilizzare i suoi prodotti. E che è formata da persone aperte allinnovazione e alla proposta creativa. Avanzando nel progetto, una consapevolezza: che artisti e stilisti si somigliano più di quanto non sembri a prima vista: un grande bagaglio tecnico e di studio alle spalle, un lavoro giocato sui colori, sulle forme, sui volumi, sui ritmi e sui contrasti, per arrivare ad un risultato finale in grado di creare emozioni profonde. La passione tra tutti condivisa ha infine dato vita al catalogo che avete tra le mani, frutto del lavoro di tantissime persone che hanno creduto nel progetto, e hanno dato il massimo delle loro possibilità per offrire quella ispirazione che è lo spirito del nostro mestiere. E che lo trasforma in arte. Alessandro Ferrero Direttore Divisione Intercosmo Vista, udito, gusto, olfatto, tatto: come a dire, i cinque sensi canonici, gli strumenti che la natura ha assicurato all'uomo e a molti animali per poter sperimentare e calibrare la vita, per poterla praticare.Vedere, ascolt
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istacca dalla pelle, il dramma di giovani e vecchi che vedono procedere in direzione opposta le proprie intenzioni e i propri comportamenti. Ogni opera darte è la soluzione a un problema, a un problema posto dallimmaginazione dellautore. Unimmaginazione spintasi forse troppo oltre. Nelle pagine che seguono, e nella mostra di Montecarlo, sè cercato di rispondere a queste soluzioni con nuove domande. Domande fatte da altri tipi di artisti, capaci di rileggere, reinterpretare, rivisitare. E anche riscrivere. Maurizio Sciaccaluga Roberto Coda Zabetta È NATO NEL 1975 A BIELLA. VIVE E LAVORA A MILANO Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Per soli tre mesi ho usato il colore. Il resto, è pura monocromia. Il bianco e nero rappresentano la totalità della mia pittura: non cè bisogno di altre tonalità. La ricerca non sta nellinvenzione di togliere o mettere un colore. Accenni alla ricerca, e dici che il colore è funzionale; è strumento. Mentre la forma? Come la scegli? La forma è fondamentale per lazione. E il mio lavoro è fatto di azione. Io dipingo lazione. La figura è il risultato di una sequenza di pennellate. Il messaggio finale è del tutto personale: meno impiego per fare un lavoro e più mi soddisfa. Certe volte riesco a finire un quadro da tre metri per tre in 20 minuti: è un orgasmo. Poi viene la figura, che è sempre un volto. Qual è il rapporto con le altre discipline artistiche, se esiste? Quali le tecniche e i materiali che utilizzi? Parto dalla fotografia. Scatto di continuo, volti dalla televisione soprattutto, poi li faccio miei, li rielaboro a pc, e diventano qualcosaltro. Non uso olio né acrilico, ma il cromolux, uno smalto poliuretanico, utilizzato normalmente dai carrozzieri per riverniciare le automobili. È estremamente lucido, dà la possibilità di rispecchiarsi nei volti, di vedersi attraverso: da spettatore ad attore. Come lavori nei tuoi trenta minuti? La ricerca è nellazione, e lispirazione da dove arriva? Fotocopia in mano, disegno uno schizzo sulla tela e la stendo sul mio enorme cavalletto, a terra. Poi, cappellino portafortuna in testa e musica a palla, inizio la mia azione, animalesca. Quando finisco sono sudato, spossato, distrutto. Lascio quindi che il quadro si autodipinga, ma deve durare una mezzora, il tempo utile ai colori per amalgamarsi tra loro, e quello necessario allo smalto per asciugare. La forma finale è sempre diversa da quella iniziale: sembrano tre persone, quella presa nella foto, quella disegnata sulla tela, e quella definitiva. Non ritorno mai su un quadro, non lo modifico, non lo ritocco. I miei volti sono colti in un momento di riflessione, di stasi. Hanno la bocca spalancata o chiusa, e vogliono urlare qualcosa, un disagio forse? Lidea arriva dalle fotografie, dalle centinaia e migliaia di frame che immortalo. In definitiva la tua è come una jam-session una painting-session gettata veloce sopra la base. La liberazione di un peso. È costrizione di un frame sulla tela e libertà che il gesto tenta invece di conferire. Personaggi costretti forse? Che cercano di urlare, di sforare grazie al colore. Grandi macchie candide che paiono scappare dal pennello per tuffarsi sulla tela e forse anche al di là. Ma in fondo è poi davvero costrizione? Lo è di più il gesto allora, costretto intendo. Per forza di cose devo obbligarlo (così come il linguaggio e limmagine) sulla tela bianca. Devo cercare il compromesso. I CANÉ PARRUCCHIERI Sono titolari a Bologna di 3 saloni di cui uno recente in Via Schiavonia: sono fratello e sorella, Stefano e Patrizia, ovvero I Canè Parrucchieri. Arte & Hair. Unesperienza originale, avulsa dalla routine. Labbinamento con larte ed in particolare con unespressione estrema ha rappresentato una sfida per noi. Siamo però riusciti a trovare un terreno comune e a veicolare anche con la nostra linea, i messaggi espressi dallopera. Tendenze artistiche. Lopera del nostro artista si presta a molte suggestioni tra cui lidea forte di unessenza tribale, primitiva, un ritorno alle origini. Ma anche la figura di uno sciamano che urla. Per questo abbiamo realizzato una linea di modacapelli aggressiva, seduttiva che urla personalità anche con i capelli. Colore & forma. Il colore è lelemento che più crea sintonia con la donna. Per questo ci vuole una grande competenza sia nelle tecniche che nella scelta delle tonalità. Oggi lavoriamo su linee in movimento, vagamente retrò, che ricordano gli stili free, hippy. Volumi accentuati da colorazione morbide, melange, tono su tono. Ne è un esempio la linea creata per lArt Book con laccostamento del biondo cenere con il nero/bluastro ed effetti maculati di grande impatto. Lispirazione. La forma nasce da ricerche approfondite, dallosservazione degli eventi, dei fermenti della strada. La moda nasce dopo, lo diventa quando è condivisa ma per noi è sempre stato importante anticipare i trend, seguire studi che focalizzino le tendenze. Poi ci aggiungiamo del nostro. Il punto di forza. Seguiamo la filosofia della verità, non fingiamo con le nostre clienti. E questa franchezza si traduce in informazione continua, in coinvolgimento sulle scelte sulla costruzione della loro immagine. Per noi è basilare argomentare ogni intervento. Daniela Perego È NATA NEL 1961 A FIRENZE. VIVE E LAVORA A ROMA Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Mi permette di rafforzare lintensità dellazione, di renderla più incisiva. Per anni ho usato solo bianco e nero: una monocromia tenue, impalpabile.Tesa a narrare le storie di corpi silenziosi, che quasi scompaiono sullo sfondo. Dalla rarefazione dei bianchi e neri, sono passata al grido dei colori carichi, forti, violenti. Che restano pur sempre subordinati alla scelta: i corpi in bianco e nero non avrebbero senso se rosa carne su fondali verdi o blu. Allo stesso modo, i paesaggi perderebbero significato se scattati in monocromia. È una semplice scelta visiva, senza alcun riferimento simbolico. E la forma. Resta sempre subordinata alla scelta? Certamente. Ogni cosa dipende dalla mia idea iniziale, chiara fin da subito: se un corpo deve stare a destra piuttosto che a sinistra, rannicchiato o proteso verso il cielo, indossare un abito verde o giallo. Esiste un equilibrio mentale che mi porta a comporre lopera in quel modo. E poi, io non faccio forme. Non mi occupo di volumi o spessori. Fotografo donne. La forma è rappresentata dallequilibrio dei loro corpi allinterno della composizione. Tu fai fotografia. Qual è il rapporto con le altre discipline artistiche? Indubbiamente buono! E poi amo sperimentare nelle vecchie fotografie in bianco e nero partivo dal disegno. In seguito ho scelto di occuparmi soprattutto dellazione performativa. Se prima ero fotografa e in un secondo momento direttrice dellazione, oggi sono io stessa la protagonista della performance. Esiste anche una parte grafica nel lavoro, decisamente la più noiosa. È la rielaborazione a computer dellimmagine. In realtà non faccio altro che intervenire su luci e ombre, come scurire o dare luminosità a un particolare. Prima accennavi a un equilibrio dal quale dipende la scelta iniziale. Raccontami di questa idea. Come nasce il lavoro? Io parlo di sentimenti. Racconto di donne attraverso le emozioni. Chi non si è mai sentita triste, depressa, violentata ma anche allegra, folle, euforica? Osservo gesti, sguardi, movimenti che tradiscono un sentimento. E scelgo il corpo come attore: bendato, legato, rannicchiato, che ammicca felice, che corre per i boschi. Il corpo, protagonista delle tue opere. Parlami di lui Non ha niente a che fare con la carne da copertina. È un corpo mentale, con qualcosa di onirico: un tramite per rappresentare le emozioni umane. Prima, nei lavori in bianco e nero, i corpi erano nudi, estraniati dalla realtà.Vagavano, si incastravano, o rimanevano inermi in una posizione. Ora invece, rivestiti, si rapportano a qualcosa che esiste, tangibile come un sasso, un albero, la neve. Prima erano protagonisti, ora devono confrontarsi con un paesaggio preponderante: le mie donne, diventate piccine, si trovano, un po surreali e fuori luogo, a vagare scalze per la foresta. In realtà è tutto frutto della loro immaginazione, è solo un paesaggio mentale. PINO CHIRICO Pino Chirico è acconciatore di esperienza e sensibilità, da sempre attento alla evoluzione della moda e alla crescita professionale del settore. Suo è il marchio Cypris con cui sono affiliati 75 saloni in Italia. Il suo salone è a Roma. Arte & Hair. Per me la partecipazione allavventura dellArt Book è stata il completamento di altre interessanti iniziative nellambito dellarte. Ho già in passato partecipato a show con pittori e ne conosco limportanza, lo scatto di qualità che lespressione artistica può imprimere anche alla nostra professione. Sono momenti di grande qualità che regalano stimoli intensi a tutti noi. Tendenze artistiche. Lopera del mio artista suggerisce un bosco pieno di vita, un ambiente arioso. Ecco allora unacconciatura in movimento che riprende e ne fa suo il respiro. Come il vento fa parlare i rami, così sfiora i capelli e li rende partecipi di una dimensione di bellezza esclusiva. Colore & Forma. Io amo il colore e la forma. Il colore è vita, luce. Impieghiamo la cromoterapia anche per la salute dei capelli ma alla base di tutto cè una filosofia forte che ispira il nostro lavoro. Il volto di una donna è un quadro della natura, una manifestazione di personalità unica. È nostro compito con la modacapelli crearle una degna cornice, valorizzandone la bellezza, i punti distintivi, solo suoi. Per questo obiettivo colore e forma diventano strumenti creativi determinanti da plasmare al servizio della bellezza della cliente. Ricorriamo a colori vivi per le nostre creazioni che diano enfasi alle linee impresse dal taglio. Parole chiave. Creativo. Fantasia. Natura. La bellezza urla Un sapiente mix tra le scelte del colore ed una piega solo apparentemente casual comunica unimmagine di forte impatto emotivo. Anche unimmagine di modacapelli può urlare personalità e carattere. Movimento naturale Cè un movimento tutto speciale tra i capelli. E il vento che li sfiora mentre il pensiero porta alla mente le atmosfere dellautunno e inverno. Un mood che si trasforma sui capelli, in nuance calde che valorizzano la bellezza della donna. Dany Vescovi È NATO NEL 1969 A MILANO, DOVE VIVE E LAVORA Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Ha un valore puramente strumentale. Mantengo, pur scomponendola, la forma. Altero, esaspero invece del tutto la componente cromatica. Elaboro una grammatica basata su colori artificiali. Non mi interessa la mimesi, ma la traslazione a un nuovo linguaggio. Il colore è strumento e la forma? La modifichi la scomponi, e poi Parto dalla natura, non come rappresentazione, bensì quale elemento formale. Mi permette infatti di avere ogni tipo possibile immaginabile di forme, colori, geometrie, che a loro volta scomposti creano altre forme, colori, geometrie... è un potenziale dimmagine altissimo! La natura è un pretesto per arrivare ad altro. Non è sottesa di simbologia. Tu fai pittura, qual è il rapporto con le altre discipline artistiche? Quali le tecniche e i materiali che utilizzi? Comincio con lo scatto fotografico, i macroingrandimenti, che rielaboro poi a computer, lasciando nascere nuovi aspetti formali e cromatici. Uso olio, colori alchidici; preparo la base con acrilici e pasta di gesso, e poi schermo in fasce verticali con lo scotch. Mi permette di creare strutture nuove che si ripetono, dando così profondità di campo al quadro. Disegno, dipingo pezzo per pezzo e infine tolgo lo scotch è un lavoro in progress il mio. Lo scotch, la scomposizione verticale in fasce sembra esserci molta disciplina nel tuo lavoro. Come nasce lidea, dove trovi lispirazione? Forse si, cè molta disciplina e il lavoro ha una struttura rigida. Non è però unimposizione, ma un atteggiamento, un modo di lavorare. I CSI parlano di disciplina della libertà. Il lavoro in sé è disciplina. Farlo costantemente è disciplina. Che cosa vuol dire fare il pittore se non fare della pittura? Lispirazione da dove arriva mi sembra una domanda da 800! In realtà è un rapporto intimo con me stesso, con le sensazioni che provo quotidianamente e progressivamente.Amo le forme, è così che traduco le emozioni Nel tuo lavoro non cè traccia di narrazione, limmagine si offre senza spunti episodici; rasenta quasi lastrazione. Allo stesso tempo però si rapporta con la natura, con quanto di più materiale, allegorico e simbolico esista. La natura della tua ricerca non è quella morta della tradizione. Di cosa si può parlare allora? Laspetto simbolico, come ho già detto, è completamente assente. Utilizzo le immagini della natura viva per avere a disposizione una serie di possibilità: formali, cromatiche, geometriche. È unindagine dettagliata sulle capacità delle forme. Le estrapolo da un contesto naturale, modi- ficandole e componendole.Automaticamente da quelle stesse forme si generano nuove strutture, nuovi piani. Il racconto non mi interessa. La natura possiede una forte valenza astratta; pensa per esempio a un campo di terra arato visto dallalto, o a un semplice filo derba. Io non faccio altro che accentuare questa astrazione. CHARME Il gruppo Charme è costituito da Carmine de Lucia, Mauro Calò e Rosa Caponio ed opera a Bari e provincia. La loro specialità? Le acconciature da sposa ed eleganti dove la creatività è massima. Arte & Hair. Unesperienza unica quella che abbiamo vissuto per lArt Book , davvero straordinaria. Collaborare con artisti che lavorano con la materia colore per noi è stato molto stimolante. Labbinamento con il talento di Vescovi ci ha arricchito e incitato a trovare nuove forme di ispirazione. Tendenze artistiche. Sono stati il mondo della natura e il cromatismo a creare una relazione forte tra il nostro lavoro e lopera di Vescovi. Oltre ad un uso sapiente, forte, alternativo della disconnessione nella forma con cui abbiamo potuto misurare anche la nostra creatività e la ricerca di nuove modalità di colore. Il colore, un valore. Il colore è lo strumento di innovazione più veloce nel nostro lavoro in salone, lelemento più versatile capace di illuminare ed esaltare le particolarità del taglio. Sperimentiamo di continuo nuove tecniche applicative e la linea realizzata per Art Book rivela ricerca di effetti cromatici armonizzati giocando sullaccostamento di nuance diverse che creano ombre e luce molto donanti. Ritorno alla forma. Stiamo vivendo il ritorno ad un capello in movimento accanto alla presenza di bob asimmetrici ancora marcati. Sono tendenze diverse. Comunque la forma va studiata in relazione alla personalità della cliente. Sempre. Ispirazioni. Le fonti sono diverse. Tutto può ispirare nuove idee. Ma è dallosservazione della realtà la più efficace spinta ad uscire dalla monotonia. E poi lesplorazione di altre forme espressive come la musica, lo sport. Pensiamo soltanto alla forza delle immagini nei videoclip. Fulvio Di Piazza È NATO NEL 1969 A SIRACUSA.VIVE E LAVORA A PALERMO Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Mi lascio sedurre dalle tonalità, e la tavolozza si sforza di essere la più ampia possibile. Il colore è funzionale alla figura, la completa. Anche se alla fine sfugge sempre, virando allesasperazione. Sono altri elementi che restano fedeli alla realtà. È forse la forma a rimanere il più verosimile possibile alla realtà? La verosimiglianza è data da spazi e volumi; dalla figura che si crea sulla tela per forme. Le opere vivono in funzione di luce e profondità. Procedo con uno schema architettonico, dagli elementi più lontani a quelli più vicini, per suggerire una linea di fuga, uno spazio virtuale nel quale coinvolgere lo spettatore. Cerco sempre il particolare, quasi maniacale. Palermo è protagonista, nei dettagli così come nel panorama. Sono i pesci che si attorcigliano per creare case, o si abbattono a vortice sulla terraferma; è la natura rigogliosa; ma è anche speculazione edilizia. È insieme affascinante e squallidissima. Quali le tecniche e i materiali che utilizzi? Uso olio, e dabitudine non faccio studi preparatori. Solo uno schizzo iniziale. Come nascono i tuoi panorami visionari, che alla figurazione aerea di Palermo sovrappongono un universo a forma di pesce? O dove un albero di fico è seduto a pensare? Lispirazione nasce da un accadimento visivo, che avviene naturalmente quando meno te lo aspetti. Come andare alla pescheria allangolo e notare, mentre attendi il tuo turno, un particolare luccichio sulla scaglia di un branzino. Come osservare una pianta e rendersi conto quanto ricordi il profilo, lespressione, la posizione di un essere umano. Io prendo le forme dalla realtà, da quella naturale soprattutto, e le trasformo prima nella testa, poi sulla super- ficie pittorica. La mente rielabora limmagine, e come un architetto costruisce qualcosa di nuovo: un cactus diventa allora una città di cactus che pian piano si riempie di personaggi. Discutendo del tuo lavoro si è parlato di fisiognomica, di fumetto e fantascienza. Sono stati tirati in ballo maestri del passato come Hieronymus Bosch e lArcimboldi Cosa ne pensi tu? Essere paragonato ai fiamminghi è un onore. Le citazioni possono servirmi come linee ed esempi. Il fumetto fa parte del mio background culturale, del DNA. Mi diverto a regalare stimoli visivi, a dar vita a qualcosa che vita non ne ha. È il significato che intendo attribuire ad essere differente. Come per Philip Dick, dove la fantascienza è un pretesto per parlare delluomo, dei suoi vizi e virtù, così avviene sulle mie tele. Creare forme magiche e puerili, figure e situazioni che facciano parte della tragedia umana, delle piccole tragedie quotidiane, anche delle più stupide e banali. Come in Ficus, un uomo seduto in bagno, a fare tuttaltro fuorché pensare I VECCHIOLI Tre fratelli, una passione di famiglia quella dellacconciatura vissuta in 2 saloni Vecchioli a Macerata: sono Vito, Vittorio e Raffaele, tra i protagonisti dellArt Book Intercosmo. Hair & Art. Un grande momento di crescita professionale: questo è stata lesperienza dellArt Book. Non solo per il contatto con larte ma per il valore del lavoro del gruppo. E questo è sempre stato il punto di forza della nostra èquipe. Grande affiatamento, spinta alle innovazioni, dinamismo e partecipazione professionale a eventi diversi come la televisione, i festival musicali. Su questonda a noi familiare, lo stimolo artistico è stato un tassello nuovo, molto significativo. Il colore integrato. Il colore è fondamentale. È luce, gioia, complemento della forma e volumi. Oggi ci troviamo a colorare su linee curve che danno sostanza al taglio. È attuale e vincente la miscela cromatica grazie allimpiego di colorazioni nuove, frutto di evoluzioni recenti, ricche di differenti trasparenze. E ne è prova la proposta per lArt Book ottenuta grazie alla miscelazione di ben 7 toni di rosso applicati a zone con linee curve. Così abbiamo raggiunto una felice integrazione di colore e forma. Integrazione e miscelazione sono diventate per noi parole chiave. La forma in movimento La tendenza afferma il ritorno al movimento, a volumi armoniosi e naturali, a linee meno nette che in passato. Oggi tagliamo i capelli giocando sui volumi interni per ottenere forme, lisce o mosse, alleggerite nei punti giusti, quelli che imprimono carattere e personalità alla linea. Lispirazione. Il panorama della moda resta luniverso di riferimento per cogliere con anticipo le tendenze ed elaborare proposte di modacapelli adeguate, sviluppare anche il lato sperimentale e artistico del lavoro sulla materia prima capelli. Per poi riportare il frutto della ricerca in salone sullintervento personalizzati per la cliente. Scomposizione ad arte Tanti i punti di forza per un look che non lascia indifferenti. La parola dordine è disconnessione ottenuta con il taglio a più strati e la sovrapposizione felice ed inedita di più tonalità. Il risultato? Unesplosione di gioia cromatica, quasi come quella dei fiori. Anche il colore è volume Ancora il colore è protagonista assoluto di questa linea che ricerca effetti di ispirazione artistica. Il segreto è nella giusta miscelazione di toni diversi capaci di regalare nuova luce ad un taglio accurato che gioca sui volumi interni. Federico Guida È NATO NEL 1969 A MILANO, DOVE VIVE E LAVORA Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? I miei ultimi dipinti sono caratterizzati prevalentemente dal rosso. Prima si limitava alla preparazione della tela.Via via ha iniziato a predominare, prevaricare sulle altre tonalità. Mi sono trovato quasi per caso con questo colore monocromo, al quale tendo a dare una valenza irreale, non narrativa. Se non è il colore ad avere una valenza narrativa, è forse la forma a possederla? Forse prima cercavo una stesura fredda di colori, un assorbimento delle tonalità sulla tela. Ora è un approccio più materico; è un porre più che togliere.È una ricerca di volumi e spessori: il quadro va toccato. Primi piani, figure sospese che fluttuano su fondi monocromi; non cè rappresentazione prospettica.Tutto inizia con uno scatto fotografico Parti dalla fotografia per quale motivo? E le tecniche, i materiali? Cosa rappresentano le stoffe, i palloni da calcio? La fotografia permette di meditare sul soggetto. I materiali sono quelli tradizionali, olio e acrilico. Poi cè la stoffa, che ha un po la valenza del ready made: lidea di un tessuto industriale, estrapolato dal suo contesto e riutilizzato per creare un habitat, dove inserire i personaggi. Non è semplice decorazione. Ha la stessa forza simbolica della pittura, come la palla da football, che è luniverso... Come nasce il lavoro? Dove trovi lispirazione? Lispirazione la trovo nel cassetto.Scherzo, ma arriva casualmente: come un flash scelgo di rappresentare questa emozione, quella sensazione. Le mie figure devono regalare pathos in un brevissimo lasso di tempo. Raccontami dei tuoi personaggi, che sono poi i caratteri umani: vecchi, donne, bambini, nani da circo fisionomie, dettagli anatomici, torsioni, angolazioni, rabbie, segreti. Cè dellinquietudine, ma tu parli anche di spiritualità. Cosa cè di spirituale in un nano? Non è forse più grottesco? Il nano è figura diabolica per eccellenza, ma possiede qualcosa di fortemente sacro. Associato allimmagine di un altro personaggio crea ambiguità tra bene e male, ed è lampante una forma dinquietudine, mista a sacralità. È un impatto violento, drammatico, con alla base una sottile linea poetica, spirituale, sacra in un certo senso. La mia è una rappresentazione quasi onirica del corpo. Una trasfigurazione della carne, simboleggiata anche dal colore, che accentua questa atmosfera da sogno, da stato dincoscienza. I soggetti li scelgo tra le persone che mi stanno vicino. Dino è il personaggio per eccellenza. Non mi interessa rappresentare caratteri estranei; deve essere il protagonista stesso a creare la storia. Se poi tu sei al corrente della storia è tutto più facile, perché ti permette di esprimere al massimo il personaggio. Si vede, si capisce che lhai vissuto. Osservati attentamente, i miei soggetti sono molto simili tra loro. In fondo cerco, forse, di ricostruire luniversalità delluomo attraverso una serie di singoli ritratti DADA Del movimento artistico storico (http://www.renbow.net/spacer.gif) hanno la voglia di uscire e andare contro corrente. Sono i tre componenti dellèquipe di ricerca Dada: Ivan e Amleto Caterbetti e Daniele Zucchini, sempre allavanguardia con proposte tecniche e stilistiche. Arte & Hair. Daniele, Ivan e Amleto, sì, siamo noi i fondatori dellèquipe di ricerca Dada. Da sei anni portiamo avanti con grande successo una fusion creativa tra arte e hair creando molto spesso provocazioni stimolanti e sottili stupori nei numerosi show e fiere in tutto il mondo. Questa esperienza segue felicemente il filone e non può che farci piacere . Tendenze artistiche. Labbinamento con il nostro artista ci ha portato a riflettere sui temi che attingono allio e alla profondità dellanima umana. La nostra idea vincente è la ricerca dellio bambino presente in ognuno di noi. È caratterizzato da tre elementi fondamentali: semplicità - creatività - immediatezza. Anche le nostre scelte cromatiche sono il risultato di una profonda analisi interiore tipica di ogni fanciullo: tra colori caldi come il biondo angelico e linnocenza del bene e il rosso fuoco, diabolico, perfido e maligno. Anche nella forma cè un ricorso alla geometria che accentua questi confini labili. Colore & Forma. La mission della nostra èquipe di ricerca è lo studio innovativo che ruota a 360° per offrire continuamente strumenti, prodotti e metodi nuovi. Primo tra tutti il Bigodino Bi-Ball che con il suo asse curvo multiforme regala un movimento naturale al capello. Dada Ray, cartina plastificata pieghevole dalla forma triangolare che ci consente di realizzare in poco tempo doppi colori di grande effetto artistico, in tutta sicurezza. Parole chiave. Movimento. Intrigante. Diabolico. Tenebroso. Karin Andersen È NATA NEL 1966 A BURGHAUSEN (http://www.renbow.net/spacer.gif). VIVE E LAVORA A BOLOGNA Iniziamo da un concetto fondamentale. Il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Rappresenta un sottofondo emotivo allopera, che si immerge così in quella particolare atmosfera. Di volta in volta rosa, azzurra, bianca: le tonalità dominanti nei miei lavori digitali, cromie che emergono in maniera automatica. Il colore fa da sottofondo, e la forma invece? Che ruolo riveste? Nel lavoro mi confronto spesso con questioni dellarte classica, come composizione e prospettiva. Si creano analogie anche con certe rappresentazioni darte barocca, con angeli che svolazzano sui soffitti affrescati delle chiese. Al loro posto ci sono esserini polivalenti, figure zoomorfe e bioniche. La mia ricerca deriva infatti anche dalliconografia e dallimmaginario fantascientifico degli anni 60 e 70: forme ovali e tondeggianti, superfici lisce e bombate. Qual è il rapporto con le varie discipline artistiche? Che tecniche usi, quali materiali? Fotografia, pittura, digital imaging, disegno a mano libera... Quando mimo il personaggio cè anche unazione performativa. Se costruisco un light box, mi improvviso scultrice. E poi, uno dei principali referenti è la ricerca scientifica: biologia, zooantropologia, ingegneria genetica, etologia. Cerco di dialogare anche con il fumetto, la letteratura e il cinema di fantascienza. Questi rimandi sono in ogni opera, come tasselli di un mosaico. Mi piace limmagine del mosaico. Come fai a mettere insieme i tasselli? Dove trovi lispirazione? Il lavoro nasce da una sintesi di scoperte, di idee istantanee e pensieri premeditati. Ma non corrisponde mai del tutto allidea iniziale. Sintroduce infatti lelemento imprevisto, e un particolare prima marginale risulta ora fondamentale per far funzionare lopera nella sua integrità. Hai accennato al cinema e alla letteratura di fantascienza. Che relazione esiste con il tuo lavoro? Ho amato Tarkovskij con Solaris, Kubrick e 2001 Odissea nello spazio, ma soprattutto Star Trek - la prima serie si intende - che seguivo a casa già da bambina. Oggi questo genere di fantascienza risulta un po demodé, con un immaginario e unestetica ormai depoca. Piuttosto naif. Imperfezioni formali, effetti speciali low budget nei miei lavori, come nei vecchi serial tv, la finzione è palese. Non cerco la simulazione perfetta. Altrimenti avrei fatto cinema Quello che mi interessa è indagare come nel passato si vedeva il futuro: mi affascina lidea di progresso espressa dai serial televisivi degli anni 70, a base di veicoli spaziali, teletrasporto e viaggi nel tempo. Oggi è tutto molto più complicato, ambiguo, ben lontano dallutopia socio-politica cui aspirava Star Trek: la prima squadra a bordo interrazziale, costituita da bianchi, neri, asiatici e alieni. CENTRO TECNICO INTERCOSMO Il Gruppo Ricerca Centro Tecnico Intercosmo è tra le équipe di stilisti coinvolti con entusiasmo e professionalità nel progetto dellArt Book. Arte & Hair. LArt Book ci ha toccato in modo particolare. Operando allinterno dellazienda come Gruppo Ricerca del Centro Tecnico Intercosmo, abbiamo modo di seguirne progetti e dinamiche. Lapertura verso larte e il coinvolgimento di noi acconciatori rappresenta un momento unico ed innovativo nel settore che segnerà un evento di grande rilievo. Tendenze artistiche. È nel modo di interpretare la materia colore che ci troviamo in sintonia eccezionale con gli artisti. Noi come loro, esploriamo tutti i possibili effetti che possono scaturire. Il colore, anche sui capelli, vive una sua propria, autonoma dimensione come spazio e come tempo che diventano elementi cardine nella valorizzazione di unimmagine di modacapelli. In più riusciamo ad esplorarne una nuova che è quella del movimento cromatico. Dallo sviluppo di questo articolato studio nasce lunione con la forma. Colore & Forma. Il colore è fondamentale per la nostra azienda e da sempre lo viviamo con una valenza artistica stimolante. Per noi lo stilista può essere fonte darte. Nel suo lavoro quotidiano in salone convergono due anime complementari: quello dellartigiano e dellartista. Insieme riesce a lasciare un segno di sé forte su ogni testa che realizza. Lispirazione. Lopera cui siamo stati abbinati di Karin Andersen propone un soggetto di mutante, tra il bambino e lanimale. Abbiamo cercato di trovare armonie cromatiche lavorando su colori diluiti che riuscissero a sintonizzarsi con limmagine ed esprimere questo concetto di terra/animale. È stata una bella scommessa che ci ha gratificato. Capelli con anima Intrigante, mosso, arioso: qui la scommessa giocata dal colore interpreta i moti profondi dellanima e li trasforma in accenti cromatici. Tra biondo e rosso, con laggiunta del castano si sublima leterno contrasto tra bene e male, tra celestiale e tentatore. In trasformazione La creatività plasma la materia capelli con effetti straordinari. Come suggerisce lopera darte, anche lacconciatura si fa mutante passando dalla versione animalesca a quella iper raffinata. E il colore ancora sorprende. Matteo Basilè È NATO NEL 1974 A ROMA, DOVE VIVE E LAVORA Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Uso colori primari, quelli artificiali dell RGB del monitor di un pc. Li scelgo in funzione al soggetto. Alcuni personaggi ispirano tonalità accese, violente, cariche. Altri invece richiamano a cromie fredde, tenui, neutre. Il colore non fa altro che marcare, dare risalto e intensità alla forma. Sottolinea difetti di un volto. Attutisce bellezze troppo forti di un corpo. Il colore è manipolato in funzione alla forma. E questa invece, come viene scelta? La forma è una sorta di icona. I soggetti, frammenti di una storia: attori che recitano una sceneggiatura. Non succede spesso di ambientare i racconti. I protagonisti, donne, bambini, anziani, di solito galleggiano sullo sfondo. La storia è raccontata dal personaggio stesso. Tu fai fotografia. Qual è il rapporto con le altre discipline artistiche? Non sono un fotografo. Uso questo mezzo per altri scopi. Come un archeologo, raccolgo i pezzi e costruisco collages. Sono prima di tutto regista, e poi montatore.Anche se il paragone sarebbe più indicato con la musica. Io infatti prendo, manipolo e campiono le immagini come un dj fa con i brani musicali: come dj Shadow con la Nona di Beethoven. Lha trasformata, identificandola e firmandola con una grafia inconfondibile. È quello che cerco di fare io: dalla scenografia ai costumi, al trucco, sino alla fase dello scatto e alla post produzione. Durante la rielaborazione a pc stravolgo e deformo del tutto il senso dellimmagine. Dove trovi la sinfonia da stravolgere? Come nasce lidea? Lispirazione arriva dalla realtà delle persone, dai loro volti, dai corpi. Li incontro per caso, li conosco, ci parlo, e sento che hanno qualcosa da dire, che suggeriscono un racconto. È forse il loro modo di parlare, gesticolare, o camminare; è un particolare del viso, o semplicemente unemozione a catturarmi. Ho un po lo spirito dello scrittore frustrato che inventa fotogrammi di un film. Al loro posto sul mio pc esiste un archivio di anime: dal nobil signore allindustriale dal contadino alla modella, sino ai bambini. Come delle icone, essi rappresentano frammenti di unumanità diretta da qualche parte. Osservandoli io creo lopera, la storia che dovrà narrare e laspetto che dovrà avere. Lavori con i caratteri delliconografia contemporanea, ci giochi, li decostruisci, dai loro nuovo senso. Dove portano le tue icone? Vorrei lasciare un segno, una segnaletica umana. Le mie icone sono come cartelli stradali: ognuno indica qualcosa. Sono anime, pronte per essere lette da chi le osserva. Ma, a differenza dei cartelloni pubblicitari, che in 30 secondi possono raccontare una storia, le mie in 30 anni, forse, riusciranno a narrarne un terzo. LUCA SERENI Luca Sereni opera a Pisa, è da sempre uno stilista appassionato darte e design. Buon artigiano, opera nei suoi Hair Lab (http://www.renbow.net/spacer.gif) e Relaxing Lab. Arte & Hair. Per me è stato fantastico lavorare a contatto con larte perché da sempre sono interessato al design, architettura, arte. Sono anche un collezionista darte contemporanea. Quindi con lArt Book ho come giocato in casa. Larte ingentilisce lanima, stimola e fa emergere le cellule più recondite, le accarezza. Tendenze artistiche. Ho interpretato la figura del bambino dellopera di Basilè come simbolo dellaggressività del mondo che è in ognuno di noi. Il bambino è come protetto dallambiente, risposta al bisogno di uscire fuori dagli schemi, di ribellione. Cè nellopera un forte mood cromatico, nuance fredde con la luce che filtra dallalto. Per questo ho creato una linea dove cè contrapposizione tra il design della frangia e la finta casualità sul resto decostruendo la forma con dinamiche scalature concave. Ho scelto poi un biondo leggermente glicine contrastato con il marrone esprimendo leffetto violenza con tocchi di un rosso interno che si vede e non si vede. Colore & forma. Non esiste a mio parere forma senza colore. Il colore la esalta come la musica la parola. Il colore crea un bilanciamento, può enfatizzare la costruzione suggerita dalla forma o decostruirla modificando la modacapelli che nasce dal loro insieme. Lispirazione. Lispirazione nasce per me proprio dallarte e dal design. Ho lavorato con Vidal Sassoon dove cè una forte progettualità dei capelli come opera di design. Ho cercato di approfondire la tecnica con cui si arriva a costruire il taglio che dà il bilanciamento. Nelle mie proposte cerco di tirare fuori una costruzione che funzioni attraverso la ricerca di unalta qualità tecnica. Davide Nido È NATO NEL 1966 A SENAGO (http://www.renbow.net/spacer.gif). VIVE E LAVORA A MILANO Iniziamo da un concetto fondamentale: il rapporto con il colore. Come lo scegli, come lo interpreti. Che importanza ha nel tuo lavoro? Gioco con cromie, accostamenti e contrasti. Dipingo per esempio un fondo verde acido e poi spruzzo il suo complementare, la colla rossa. Oppure miscelo direttamente nella pistola, inserendo due stick di colle di differenti tonalità. Il materiale crea effetti artificiali, industriali; sfumature gommose, di plastica. È una festa del colore, senza alcuna simbologia. Piuttosto mantengo serietà e rigore nellelemento modulare della composizione, nellequilibrio formale. Il colore è gioco, la forma disciplina. In che relazione stanno tra loro? Volumi, geometrie, strutture che si ripetono, moduli. Alla linea retta e agli spigoli preferisco le forme tonde, circolari. Come gioco con le cromie, così anche con pieni e vuoti, luci ed ombre. La luce che catturo è quella naturale, che le mie tele - per via del materiale artificiale - riescono ad assorbire. Aumentando la tridimensionalità, la plasticità.Volumi e geometrie che insieme creano la composizione; un po come cellule e molecole che ripetute danno vita a qualcosa. Micro e macro. Il modulo che, nella sua singola monotonia, genera forme uniche. È una ripetizione quasi ossessiva, rafforzata dai contrasti del colore. Parlami dei materiali, delle tecniche. Tu fai pittura, anche se, sembra che dipingi senza dipingere Sono terribilmente attratto dai materiali. Adoro andare nei negozi di ferramenta, scoprire le colle, il bostik, il silicone, il vinavil Mi piacciono molto anche gli odori, proprio come un bambino. La pistola è il mio pennello e le colle i miei colori. Come nasce il lavoro? Dove trovi lispirazione? Dipingo la base con acrilico, poi traccio un segno - solitamente ondulato - che da un estremo arrivi allaltro. Un punto di riferimento, dal quale calibrare una serie di cerchi che aumento e diminuisco di grandezza, per conferire armonia. Pistola in mano, inizio quindi a spruzzare. Spesso lidea arriva mentre sto lavorando, e già immagino il quadro successivo. Faccio uno schizzo, uno scarabocchio, per ricordarmi. Cè sempre una traccia da cui partire, ma leffetto sorpresa ricorre comunque. Mentre uso le colle intravedo forme che non pensavo esistere. E allora opero cambiamenti, accortezze: come variare o miscelare i colori, le sfumature Le tue opere sembrano avere forti legami con loptical, lop art È una componente importante, ma non lunica. Sono legato a maestri delloptical come Victor Vasarely o Bridget Riley. Di lei in particolare amo la semplicità delle forme, gli esperimenti gestaltici in bianco e nero, le rigorose composizioni che inducono nello spettatore una percezione straniante di movimento e tridimensionalità. Sono attratto anche dallaspetto psichedelico: locchio intrappolato, la percezione visiva trattenuta. GRUPPO SPAZIO Gruppo Spazio è un marchio di affiliazione che accomuna 125 saloni in Italia. Del Gruppo fa parte una dinamica èquipe di Ricerca Moda Spazio dove 11 stilisti coordinati da Jaures Corti e Sandro Castellari sperimentano nuove proposte tecnico-stilistiche. Arte & Hair. Unesperienza bellissima. La partecipazione al progetto dellArt Book ha rappresentato per noi abituati a lavorare nellambito della ricerca un momento di grande qualità. Lopera di Davide Nido è stata una fonte dispirazione innovativa ed inusuale ma proprio per questo tanto più arricchente. Questa sortita artistica al di fuori del nostro orizzonte abituale ci ha arricchito e dato spinte per incentivare la ricerca. Tendenze artistiche. La matericità cromatica dellopera dellartista è stata da noi tradotta in dimensione cromatica altrettante prevalente. Abbiamo lavorato con un rame fortemente creativo declinato sulla nuca e nellarea posteriore sulla tonalità arancio mentre il biondo platino ha illuminato la sommità. Colore & Forma. Il colore è il protagonista delle ultime collezioni. Un mezzo espressivo sempre nuovo per ricercare e sperimentare le tendenze più allavanguardia. È lo strumento che con maggiore efficacia accentua ed enfatizza la forma impressa dal taglio per creare un tuttuno di grande coerenza formale e stilistica. Oggi proponiamo una tavolozza cromatica tono su tono di grandi potenzialità che va dal rame ai biondi, dai marroni ai viola. Per sostenere nuove forme, morbidi volumi che hanno il loro punto di forza in lunghi ciuffi frontali e in un morbido volume sulla nuca. Lasimmetria aggiunge dinamicità allinsieme delle nuove linee. Qualità & Design Grande qualità tecnica nellimpiego del colore perfettamente integrato con un taglio dalla costruzione perfetta. Lopera darte è diventata davvero fonte dispirazione di una ricerca professionale che nulla lascia al caso. La dimensione materica dei capelli Così come lopera di riferimento, anche lacconciatura vive una sua realtà espressiva di altissimo impatto emotivo. Forma e colore trovano una ottimale dimensione stilistica nellasimmetria marcata e nella ricerca di contrasti netti. O LT R E I L S E S T O S E N S O CREDITS Curatore della Mostra: Maurizio Sciaccaluga Assistente del Curatore: Chiara Argenteri Testo Introduttivo: Maurizio Sciaccaluga Interviste Artisti: Chiara Argenteri Allestimento Mostre: Maurizio Sciaccaluga e Chiara Argenteri Disegnatore: Fulvio Bisca Un ringraziamento speciale a Image Contemporary Art - Arezzo, Bonelli Arte Contemporanea - Mantova, Guidi & Schoen Arte Contemporanea - Genova, Studio dArte Cannaviello - Milano COLOPHON Concept: Intercosmo Progetto: Publimatic Service - Estetica Coordinamento: Laura Castelli, Adelaide Valle Foto: Alfredo Sabbatini Makeup Artist: Lorenzo Zavatta Art Stylist: Elisa J. Sabbatini Assistants: Andrea Slim Donetti, Rena DAgostin, Chris Sabbatini Art Direction: Davide di Colloredo Mels & Mauro Suppo Graphic Design: Elisa Favara, Diana Fonti Coordinamento Tecnico: Carlo Tiani Stampa: Chiappello Print House - Torino Fotolito: Byte - Chieri (http://www.renbow.net/spacer.gif) Cast Monaco - Montecarlo
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Video: Video clip di parrucchieri allopera mentre creano una nuova acconciatura.
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